Un Lambrusco per ogni carta vini
Il Lambrusco non è un vino monolitico: cambia profondamente a seconda del vitigno, dello stile e del metodo. Questo lo rende sorprendentemente versatile in carta, dall'aperitivo al piatto strutturato, dalla trattoria al fine dining.
La gamma Cleto Chiarli copre l'intero spettro: il Sorbara per la sua freschezza gastronomica, il Grasparossa per struttura e carattere, il Metodo Classico per i percorsi di degustazione più esigenti.
Lambrusco di Sorbara: l'anima gastronomica
Il Lambrusco di Sorbara, con il suo colore tenue, i profumi floreali e l'acidità tesa, è uno dei rossi frizzanti più gastronomici in assoluto. Vecchia Modena è stato il primo Sorbara a entrare nelle carte dell'alta ristorazione, in versione secca, da solo mosto fiore e selezione massale: un vino premiato con 94 punti da Wine Enthusiast e World Champion Sparkling Red ai Champagne & Sparkling Wine World Championships.
Si serve fresco, intorno ai 10-12 °C, ed è ideale su crudi di mare, fritti, salumi delicati e cucina di pesce. Accanto a Vecchia Modena, il Metodo del Fondatore (Vinous 92 punti, Wine Enthusiast 90 Best Buy) amplia l'offerta di Sorbara secchi per la carta.
Lambrusco Grasparossa: struttura e carattere
Per i piatti più ricchi della cucina emiliana — salumi, gnocco fritto, paste ripiene, lasagne — il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro offre struttura, colore intenso e tannino. Il cru Vigneto Cialdini, premiato come World Champion Red Sparkling Wine e con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, è l'espressione di riferimento.
Per una proposta più morbida e immediata, il Centenario (Grasparossa amabile, raccontato da Wine Enthusiast) e il Pruno Nero completano la selezione, coprendo diversi livelli di dolcezza per assecondare il menu.
Metodo Classico per il fine dining
Per le carte vini più strutturate e i menu degustazione, il progetto Quintopasso interpreta il Sorbara in Metodo Classico, con rifermentazione in bottiglia e lunghi affinamenti sui lieviti (fino a 36 e 60 mesi). Il Quintopasso Rosé è stato premiato con l'oro a WOW! The Italian Wine Competition 2025.
Sono vini verticali, tesi e gastronomici, pensati come alternativa italiana di carattere per il servizio al calice e i percorsi degustazione.
Temperature e servizio
Come riferimento per il servizio: i Sorbara più freschi danno il meglio intorno ai 10-12 °C; i Grasparossa più strutturati possono essere serviti di poco meno freddi, per non comprimere gli aromi. Si consiglia un calice ampio che lasci spazio al profilo aromatico.
Trattandosi di vini pensati per la tavola, vanno proposti giovani e freschi, quando freschezza e vivacità sono al massimo.
Perché Cleto Chiarli
Cleto Chiarli, fondata a Modena nel 1860, è la più antica cantina dell'Emilia-Romagna, con uve 100% di proprietà nelle zone storiche di Sorbara e Castelvetro. I vini sono regolarmente riconosciuti dalle principali guide e riviste internazionali (Gambero Rosso, Wine Enthusiast, Falstaff, Vinous), un elemento di garanzia per la carta vini.
Domande frequenti
Quale Lambrusco inserire in una carta vini fine dining?
Per il fine dining sono indicati i Sorbara secchi a lungo affinamento o in Metodo Classico, come Vecchia Modena o il Quintopasso: offrono acidità, finezza del perlage e profilo gastronomico adatti ai percorsi degustazione.
A che temperatura servire il Lambrusco al ristorante?
I Sorbara più freschi si servono intorno ai 10-12 °C; i Grasparossa più strutturati di poco meno freddi, per valorizzare gli aromi. Sempre in calice ampio.
Quale Lambrusco proporre su crudi di mare o cucina grassa?
Su crudi, fritti e pesce è ideale un Sorbara secco come Vecchia Modena, grazie all'acidità e al profilo asciutto; su cucina grassa e strutturata funziona bene anche un Grasparossa secco.
Sorbara o Grasparossa per gli abbinamenti in carta?
Il Sorbara, fresco e teso, copre aperitivo, pesce e piatti delicati; il Grasparossa, strutturato e tannico, accompagna salumi, primi ricchi e secondi di carne. Avere entrambi in carta amplia le possibilità di abbinamento.
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